lunedì 20 marzo 2017

Premio Letterario Nazionale "Macabor" 1917

PREMIO LETTERARIO NAZIONALE
 "MACABOR 2017"
PER L'INEDITO

Macabor Editore indice la prima edizione del Premio Letterario Nazionale “Macabor 2017” per l’inedito.

Sei le sezioni a concorso:
A - Poesia inedita in italiano a tema libero
Premi: 1° Classificato Euro 1000; 2° Class. Euro 600; 3° Class. Euro 400
B - Silloge inedita di poesia ( minimo 20, max 50 poesie)
Premi: 1° Classificato: Pubblicazione dell’opera (20 copie gratuite all’autore)
C - Raccolta inedita di racconti ( minimo 7, max 20 racconti)
Premi: 1° Classificato: Pubblicazione dell’opera (20 copie gratuite all’autore)
D - Romanzo inedito ( minimo 30, max 200 cartelle)
Premi: 1° Classificato: Pubblicazione dell’opera (20 copie gratuite all’autore)
E – Libro inedito di saggistica ( minimo 20, max 200 cartelle)
Premi: 1° Classificato: Pubblicazione dell’opera (20 copie gratuite all’autore)
F – Testo teatrale inedito ( minimo 10, max 100 cartelle)
Premi: 1° Classificato: Pubblicazione dell’opera (20 copie gratuite all’autore)

Il bando si può scaricare da:


venerdì 10 febbraio 2017

Da un tempo di profumi e gelo







Cecchinel e il rituale del fuoco
di Bonifacio Vincenzi

Un poeta autentico?

Luciano Cecchinel lo è sicuramente. E dimostra di esserlo, caso mai ce fosse bisogno, anche in questa sua ultima raccolta, Da un tempo di profumi e gelo, edita qualche mese fa da LietoColle. La silloge è stata inserita nella prestigiosa collana “Giallo Oro” condivisa ogni anno, in occasione del festival,  dall’editore con “pordenonelegge”.

È stata una raccolta sofferta e costantemente "in pericolo", come sono un po’ tutte le raccolte di poesie di Cecchinel...

“Le molte revisioni cui sottopongo i miei esiti di scrittura – spiega ai suoi lettori Cecchinel in una nota - , anche per certa carenza di convinzione e relativa insoddisfazione di risultati, mi portano a dei ritocchi progressivi e, anche se sono stato in più occasioni consigliato di conservare le versioni precedenti, dopo aver registrato per dattiloscrittura i nuovi stati di avanzamento, le getto sistematicamente nel fuoco, con un senso di soddisfatta ritualità, ad ogni modo scevra di incrostazioni propiziatorie.”

Dopo una lunghissima e soddisfatta ritualità d’attesa, finalmente la raccolta è salva dalle fiamme di quel fuoco tanto caro al poeta.

Il tessuto linguistico delle poesie raccolte in questo volume appare di sicuro l’abito perfetto per la Poesia, quella vera.

Il suo è “un io lirico soggettivo e plurimo nella sua conformazione –  scrive giustamente Rolando Damiani nella postfazione al libro -  fisiologicamente tradizionale, dunque imparentata alla lontana con progenitori classici e italiani, vaga nel «lucore» speculare della luna e di un lago, che noi sappiamo essere non immaginario ma reale e da lui visibile come sfondo abituale e nativo.”


La poesia in questo libro c’è, insomma. Si fa apprezzare, si fa sentire in profondità regalandoci parte del mondo di un uomo e un poeta che sicuramente ha un rapporto particolare e intrigante con la poesia che abita dentro di lui …

Profumi semplici/ di ortiche e di sambuchi,/ dallo smarrimento dei ghiacci/ e delle nevi/ innocenti lusinghe/ sotto le volte umili di aprile.// Ingenui vaghi/ di stupori stellati di narcisi/ e di segreti bisbigliati/ di viole, garofani e gigli/ per i diversi/ misteri dei cammini.// E densi di mughetti, gelsomini/ e rose, ciclamini,/ acacie e tigli,/ offerte rugiadose/ lungo i cigli dei boschi/ a perdizione.// Ma poi di menta e timo/ il sospeso sospiro/ entro la morte/ dolcissima del fieno/ come la grazia/ mansueta del perdono.//
 . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

Tra candele di ghiaccio,/ lungo trine di brina/ – ricordo, promessa d’amore –/ l’aspersa pura/ benedizione/ del calicanto in fiore.” (Funzione di profumi).

domenica 11 dicembre 2016

Premio Letterario "Alda Merini - Brunate" 2017


Indetta la sesta edizione del Premio Internazionale di Letteratura “Alda Merini – Brunate 2017”

Il “Premio Internazionale di Letteratura “Alda Merini -Brunate” è nato nel 2011 su iniziativa della Biblioteca Comunale di Brunate, per ricordare Alda Merini "poetessa dei Navigli" che aveva sue radici a Brunate (Como) poiché nel paese, denominato "Balcone sulle Alpi" abitavano i nonni paterni.
Il premio persegue l’obiettivo di ricercare e valorizzare la poesia e le sezioni del premio si ispirano all’attenzione che Alda Merini aveva per la poesia altrui e ai valori che ha testimoniato con la sua vita e la sua opera.

Tutte le opere partecipanti alla Sesta Edizione del Premio “Alda Merini- Brunate dovranno essere inviate entro e non oltre il 31 maggio 2017.
Queste le sezioni a concorso per l’edizione 2017:
Sezione “A” – Inediti di Poesia
Ciascun concorrente partecipa con massimo tre componimenti di massimo 30 versi ciascuno.
Le poesie possono essere scritte in lingua italiana, in dialetto o in lingua straniera. A quelle in dialetto, o in altre lingue, deve essere allegata la traduzione in lingua italiana. (
1° classificato 1200 €)
Sezione “B” – Volume edito di Poesia
Ciascun concorrente partecipa con un’opera pubblicata dopo il 1° gennaio 2014. (1° classificato 1200 €)
Sezione “C” – Racconti Neri
Ciascun concorrente partecipa con un racconto inedito noir, di massimo 5 cartelle di 1.800 battute ciascuna.
(1° classificato 500€)
Sezione “D” – Tesi di laurea e saggi sull’opera di Alda Merini e sulla poesia contemporanea
Ciascun concorrente partecipa con una tesi di laurea o un saggio che tratta l’opera di Alda Merini non solo in via esclusiva ma anche inserita nel più ampio contesto della poesia e della società contemporanea. L’eventuale pubblicazione non deve essere antecedente il 1° novembre 2009. (1° classificato 500€)
Sezione “E” – Inediti di Poesia Giovani (under 18)
A questa sezione possono partecipare coloro che risultano minorenni al 31 maggio 2017. Ciascun concorrente partecipa con massimo tre componimenti di massimo 30 versi ciascuno. Le poesie possono essere scritte in lingua italiana, in dialetto o in lingua straniera. A quelle in dialetto o in altre lingue deve essere allegata la traduzione in lingua italiana. (1° classificato 300€ ;2° classificato 200€; 3° classificato 100€)
Sezione “F” – La poesia in classe
Sezione dedicata alle scuole di ogni ordine e grado in cui gli insegnanti abbiano promosso laboratori e/o approfondimenti sulla poesia. Ciascun docente potrà inviare una selezione di poesie a tema libero (min. 5 max 30) scritte dai suoi studenti. I componimenti dovranno essere di massimo 30 versi ciscuno.( 1° classificato: E 300 in buono acquisto)
Saranno assegnati, inoltre, due Premi Speciali:
Premio Speciale – I baci di una madre
Verrà assegnato ad insindacabile giudizio della giuria alla poesia che, nell’ambito della sezione inediti, meglio interpreta il tema dell’amore filiale tanto caro alla “poetessa dei Navigli”.
Premio Speciale – Più bella della Poesia è stata la mia vita
 A giudizio della Giuria, il Premio verrà assegnato a chi, nella vita, ha testimoniato e testimonia poeticamente valori etici e culturali.
Il bando completo e la scheda di partecipazione possono essere scaricati dal sito del Premio:  www.premioaldamerini.org


  

giovedì 8 dicembre 2016

UNA TELEFONATA DI MATTINA

“Una telefonata di mattina”, la nuova raccolta di poesia di Anna Toscano
di Bonifacio Vincenzi

Io con le parole faccio cose/con le parole svuoto una stanza/con le parole compio una danza/cucino un risotto, vado al ridotto./Con le cose faccio parole:/scelgo un baule/e lo riempio di sillabe nuove.

È ancora amore verso la parola poetica quello di Anna Toscano, in questa sua ultima raccolta di poesie, Una telefonata di mattina (La Vita Felice). È un ritorno alla poesia, il suo, dopo quattro anni di silenzio. La prefazione di Valeria Viganò guida il lettore nel mondo di Anna; un mondo scoperto giorno per giorno con i lavori dello sguardo. Poi c’è la vita, c’è il tempo che per lei è sempre lento, mai distratto, mai consumato da esercizi inutili e ripetitivi.


Anna Toscano ama camminare, ama guardare, ama sentire e la sua poesia la rappresenta totalmente.
Per Anna bisogna trattenere quello che è importante. Non serve buttare sale sulle ferite del passato. E se anche il cuore lei lo vorrebbe dentro una scatola di scarpe non bisogna poi crederle totalmente.

Basta leggere i suoi versi per capire che il cuore c’è, come c’è l’anima di una persona profondamente bella che per amore della sua sensibilità non ha paura di affrontare fino in fondo anche la sofferenza.

Un libro, questo di Anna Toscano, che non può mancare nello scaffale degli appassionati di poesia.



venerdì 18 novembre 2016

Il segreto della fragole


IL SEGRETO DELLE FRAGOLE
Le emozioni La Storia
di Michelangelo Camelliti




Il poetico diario “Il Segreto delle Fragole” quest’anno compie 15 anni. Nasce come diario vero e proprio. A dividere le settimane  un gruppo di poesie di esordienti e a chiudere il mese una poesia di un autore noto del passato.  Non che sia cambiata molto l’impostazione negli anni successivi ma certamente alcuni “diari” sono rimasti nel mio cuore. Sulla scrivania –oltre quello del 1998- ci sono altre annate. Quella del 2001 curata da Angelo Lorenzo Crespi e Luigi Mascheroni (copertina disegnata da Massimo Dagnino). Nella prefazione, Crespi scrive : “ Il Segreto delle Fragole” lungi da un semplicissimo desiderio romantico, vuole rimanere uno spazio libero e utopistico dedicato a tutti coloro che amano le Muse, ma che non hanno avuto ancora la possibilità di pubblicare una loro raccolta”. Alcuni nomi : Tomaso Kemeny ( Gennaio), Maurizio Cucchi ( Febbraio), Alda Merini ( Marzo), e a seguire Alida Airaghi, Milo De Angelis, Franco Buffoni, Giampiero Neri, Mario Luzi, Roberto Mussapi, Franco Loi, Giuseppe Conte, Alba Donati. Alla fine del libro una sezione corposa con l’elenco dei piccoli editori di poesia, dei premi, delle riviste di poesia. Una cinquantina di altri autori (oltre quelli elencati sopra) segnano i giorni, le settimane, i mesi. Come puntualizza sempre il curatore A. Crespi “… perché la poesia vive di forma e non solo di sentimenti. Ed è con questa certezza che ci siamo permessi di scegliere, tra le molte arrivate, le composizioni che meglio evidenziano una ricerca, un percorso stilistico, una felice dispozizione della mano…”. Ma rileggendo oggi questi testi (allora tutti inediti) di Margherita Rimi, Luigi Picchi, Stefania Buiat,  Gilberto Isella, Donato Di Poce, Loredana Magazzeni, Mariella Mischi, Angelo Maugeri, Maurizio Osti, Alessandro Broggi, Mariacristina Pianta, Paola Lazzarini, Alberto Figliolia, Mario Desiati, Luciana Moretto e altri mi rendo conto che è passata tanta bella poesia.


Il poetico diario “Il Segreto delle Fragole” del 2002 ha in copertina un bellissimo disegno del maestro Alberto Casiraghy. Ed è anche l’unico che ho “curato” personalmente.  Una piccola letterina a mo’ di nota introduttiva dove dichiaro il mio amore per la poesia: un viatico quotidiano mentre si attraversano i giorni. I “Fragoloni” come affettuosamente chiamo i poeti noti, in questa edizione vengono messi a fine mese in una sorta di pergamena disegnata. Sono poeti del cuore, a cui sono molto affezionato : Bernardo Malacrida (regista poeta di Como), Anna Maria Farabbi, Maurizio Cucchi, Antonella Anedda, Davide Rondoni, Alda Merini, Maria Cristina Biggio, Maria Corti, Giampiero Neri, Giovanna Frene, Franca Maroni, Vivian Lamarque, Stefano Raimondi, Tiziana Cera Rosco, Gabriela Fantato, Daniele Piccini, Biancamaria Frabotta, Maria Pia Quintavalla, Patrizia Valduga. Mi sono annotato su un foglietto la poesia di Alda Merini di questa Agenda :  “Mi chiedono poesie/come se fossi un cavallo alato/o un facile unicorno./E infatti vivo nascosta/agli urli degli atti umani:/la loro foresta è piena di cacciatori/e io sono salva davanti/a un’ara.”Questi fogliettini (sono molti) rappresentano il mio legame affettivo a questi poeti. Una sorta di cordone ombelicale.


L’edizione del 2003 del Segreto delle Fragole è curata da Alessandro Broggi e Carlo Dentali ed ha una nota di Maurizio Cucchi. La copertina sempre illustrata da Casiraghy.
Qui Cucchi ha colto nel segno, quando scrive : “ il Segreto delle Fragole è soprattutto un libro, un’antologia libera di versi, un’opera collettiva che i due curatori hanno saputoorganizzare con cura e intelligenza”. Dicendo che tra qualche anno questi diari possono rivelarsi preziosi strumenti e materia di poesia. Anche qusta edizione è ricca di nomi: da Luzi a Luciano Erba. E poi Santagostini, Lamarque, Sanguineti, Loi, Villalta, Recalcati, Patrizia Cavalli, Giovanni Raboni, Edoardo Zuccato, Kemeny, Antonio Riccardi e Cesare Ruffato, Umberto Fiori e Claudio Damiani, Fabio Pusterla e Anna Maria Farabbi, Roberto Carifi e Giancarlo Pontiggia.  I curatori annotano con convinzione  che “ci sono talenti in quantità, e vanno tutti incoraggiati. Quali che siano le motivazioni, l’affinamento delle capacità di sperimentare e di esprimere significa anche una delle poche convincenti definizioni dell’individuo, all’interno di un ambiente che, in superficie, vive di comunicazione accellerata e del perseguimento dell’informazione come sola finalità:” Si sottolinea come questo Diario sia composto  da voci di diverse età, estrazioni e provenienze diverse, differenti sguardi, toni, registri. Componimenti a volte apparentemente semplici, e inclini al respiro della prosa, si alternano ad annodature memori di echi e forme della tradizione. Vale la pena ricordare Daniela Monreale, Domenico Cipriano, Sandro Montalto, Marco Simonelli, Fabrizio Cavallaro, Mary B. Tolusso, Bianca Garavelli, Renzo Favaron, Luisa Pianzola, Anna Toscano per citarne alcuni. Un altro bigliettino della mia collezione questo inedito della Toscano : “Lasciami le dita nella sabbia/voglio la pelle contro la faccia/dammi il continuo scherzo/di avere tra le mani il vento./


Il Segreto delle Fragole del 2009 è stato curato da Lino Angiuli e Ivan Fedeli. L’idea del margine è il filo che segna il tema. Questa intuizione nascosta, ovvero comprendere che la condizione del limite, della stasi opaca del poeta, è in realtà centralità assoluta, mezzo prorompente di denuncia di un mondo senza lentezza, privo di attese o di significato. Riscoprire la prospettiva della ricerca: è l’urgenza della poesia. Questa edizione del Segreto ha scelto di intercettare quelle condizioni così come vengono vissute ed elaborate dai poeti, a cominciare da quei poeti che le abitano e le patiscono in proprio. Forme di marginalità –reale o simbolica- nei testi inediti scritti appositamente per questo diario. Così troviamo nomi e titoli che si annodano: Ada Crippa (Occidente), Franco Casadei (I senza patria), Elena Milesi (I clandestini). Marinella Polidori ( Non riuscirò a custodirli in teche trasparenti), Daniela Raimondi (La malinconia dei girasoli), Alfredo Panetta (I due amanti), Nunzio Festa (Je suis), Alessio Alessandrini (I vecchi), Giorgio Sironi (I reduci), HafidGafaithi (La strada del sale), Chiara Bonacina (Quotidiano a margine).
Si sono coinvolte pienamente nel tema del diario, anche nomi significativi del panorama poetico: Mariella Bettarini, Gabriella Sica, Ernesto Cardenal, Vito Riviello, Fabio Franzin, Mariella Mehr e altri. Il “margine”, nelle mani di un poeta, può coincidere con un “confine”, mentre il confine, a sua volta, offre paesaggi e prospettive inedite che la poesia vuole sperimentare, annusare, anticipare con i suoi “poveri” strumenti assai simili a quelli di un rabdomante, scrive nella chiusa della nota Lino Angiuli.


Anche il Segreto del 2010 ha un tema. Anzi stavolta il tema fa da titolo: “L’Italia e la fatica di amarla”. La cura di questo diario è di Elio Pecora e Luca Baldoni. Un’edizione a cui sono molto affezionato perché è quella del venticinquesimo di LietoColle. Ed è anche il secondo anno che il poetico diario si organizza intorno a una traccia tematica. Questo ha voluto rafforzare sicuramente il profilo critico rendendola di fatto una vera e propria antologia. Sicuramente un tema non facile ma a cui hanno risposto moltissimi autori.  In apertura un brano da All’Italiadi Leopardi, un testo che è un viatico ideale in quanto riassume la serie di domande, riflessioni, passioni e sconforti che sono alla base della scelta del tema. Seguono due “Amuleti poetici” dedicati alla memori dei poeti Vito Riviello e Alberto Cappi scomparsi l’anno prima.  Alcuni autori : Gianni Montieri, Luca Di Bartolomeo, Filippo Amadei, Gabriella Maleti, Maria Grazia Calandrone, Rosaria Lo Russo, Sebastiano Adernò, Valerio Magrelli, Flaminia Cruciani, Vanni Schiavoni, Stefano Leoni, Erminia Passannanti, Daniele Balcet, Maurizio Soldini, Nicoletta Bidoia, Roberto Deidier, Paolo Febbraro, Alessio Brandolini, Antonio Fiori, Vincenzo Mastropirro, Umberto Fiori, Maddalena Capalpi ed altri. Scrive Luca Baldoni nella prefazione: “…l’Italia e i sentimenti che suscita sono stati sin dalle origini una presenza altamente drammatica nella nostra tradizione letteraria : dalla dantesca “serva Italia, di dolore ostello”, All’Italia Miadi Petrarca asservita allo straniero, alla leopardiana Alla Patria, il rapporto tra il poeta e la nazione è spesso oscillato tra il rammarico per le “venturose, e care e benedette” età antiche, e la decadenza politica, ma soprattutto morale, del presente. Un’altra forte dicotomia è stata quella rappresentata tra l’attaccamento alle patrie regionali o comunali e la debolezza del senso di appartenenza nazionale. Per giungere a esempi più recenti, poeti quali Montale, Pasolini, Fortini, Sereni e Raboni hanno espresso, pur nelle ovvie diversità, un rapporto con l’Italia, tendenzialmente apocalittico, nel quale lo struggimento per i luoghi del radicamento e del ricordo si scontra con una disamina spesso disperata, anche di carattere politico-antropologico, della situazione contemporanea…..
Mi avvolgi con un ritmo inconcludente,/pena di un tempo breve, incolto, liso,/mio Paese. Non sei squarci di pietra/e mare che accarezza, non sei/la piana gravida, il sole che ti spacca./E non sei più saggezza./Il tuo seme non ha la forza del meticcio,/come succede ai cani, la cernita bastarda/del migliore./Sei i capitelli fatti frangiflutti/e l’arroganza di un occidente nato ieri.  Questo testo è di Stefano Leoni.


Il Segreto del 2016 aveva come tema “Essere generosi”. La generosità non è una virtù individuale –recita la premessa- ma un dono che entra a far parte della dotazione morale e spirituale di quello che si chiama carattere. E’ un capitale con cui arriviamo sulla terra, che si è formato prima della nostra nascita e che si alimenta della qualità delle relazioni nei primissimi anni di vita. E’ influenzata dai Poeti che hanno nutrito il cuore della mia famiglia. Dalle preghiere della mia gente, dai musicisti che amo e ascolto, dai cantastorie nelle feste di paese, dai discorsi e dalle azioni dei politici, dalle omelie dei predicatori. Dai martiri di tutte le resistenze, da chi ieri ha donato la sua vita per la mia libertà di oggi. Dalle generosità infinite delle donne che molte volte hanno messo la fioritura della famiglia a cui hanno dato vita prima della propria – e continuano a farlo. La generosità genera riconoscenza per chi ci ha resi generosi con la sua generosità.
I curatori di questo diario sono quattro giovani autori (pubblicati l’anno prima nella Gialla Lietocolle/pordenonelegge): Clery Celeste, Tommaso Di Dio, Giulia Rusconi, Giulio Viano. Un segno di discontinuità dal passato. Dare fiducia e responsabilità a una generazione che segna il cambiamento. Molti i giovani autori che hanno partecipato: BarbarahGuglielmana, Sara Biasin, Barbara Bracci, Daniela Di Pasquale, Deborah Mega, Marco Pelliccioli, SylviaPallaracci ed altri. Vivere con persone generosi ci rende più generosi e a ben guardare questo diario pieno di giovani pare proprio che la radice dell’esser generosi è  la Poesia. 



E’ pronta la nuova Agenda : Essere onesti. Nella sua accezione ampia, riferita alla poesia alla vita alla quotidianita. Che è fatta di gesti, di piccole cose.   Tanti come questa sera che mi sono sentito avvolto nell’abbraccio di cento poesie chiuse in questi diarie di molti bigliettini chiusi nel mio cuore.

1.Copertina Il Segreto delle Fragole 2017; 2. Mario Desiati; 3.Anna Maria Farabbi; 4. Mary B. Tolusso; 5. Gabriella Sica; 6. Barbarah Guglielmana

mercoledì 9 novembre 2016

UN'INDIMENTICABILE NOTTE DI NATALE


Una favola di Natale di Bonifacio Vincenzi per aiutare cani e gatti abbandonati

È la magica atmosfera del Natale  a caratterizzare il terzo episodio della fortunata serie che vede protagonisti una gatta e un cane davvero simpaticissimi. L’autore è Bonifacio Vincenzi, un nome noto nell’ambiente letterario.


Un’indimenticabile notte di Natale  si intitola questo terzo episodio di Zoira e Max (Ag  Book Publishing Editrice). Le illustrazioni sono di Germana Di Rago.

Grazie alla Casa Editrice AG Book Publishing,  chi acquisterà il libro illustrato per bambini "Zoira&Max: Un'indimenticabile notte di Natale",  contribuirà ad aiutare l'Associazione “Mi Fido” per la realizzazione dell'Oasi Arcobaleno per i cani e i gatti bisognosi.
L’ Associazione Mi Fido è una onlus di volontariato animalista fondata a Roma il 4 aprile 2005. Iscritta nel Registro Regionale delle Organizzazioni di Volontariato della Regione Lazio – Sezione Ambiente con il numero 580, è anche iscritta nell’Anagrafe Unica delle Onlus dal 2005. Per contatti, sede legale in via Nicolò Odero 19 - 00154 Roma (associazionemifido@gmail.com); telefono cellulare 331 6005643 .

Le copie di questa favola moderna possono essere ritirate a 10 euro nei tavoli informativi oppure prenotate inviando una mail a 

associazionemifido@gmail.com 

Il libro puo' anche essere acquistato a 12 euro con consegna a domicilio attraverso il sito della casa editrice a questo link 


Così augurate un Bellissimo Natale a tanti bambini con un occhio attento alla solidarietà .


venerdì 12 agosto 2016

Dialoghi con Buber







Giulia Zandonadi:
“la poesia è un atto rivolto al tu”
di Bonifacio Vincenzi


Gli uomini e le donne del nostro tempo sono esseri che gradatamente si stanno svuotando della loro umanità. È un’esagerazione? Non credo. La forma delirante, che sembra aver colpito grandi masse di persone, è destinata ad espandersi e non certo ad arretrare. Attacca principalmente la solitudine degli individui con un paradosso e cioè affollandola con degli eccessi di presenze e possibilità, tutte chiaramente virtuali.

È allucinante per una persona fuori dal mio tempo quale ammetto ( con un certo orgoglio) di essere, vedere giovani e meno giovani con lo sguardo costantemente incollato sui loro tablet. Per non parlare dei cellulari, ormai ci si può fare tutto, volendo, anche telefonare.

C’è in atto sicuramente un mutamento genetico della razza umana che, a mio avviso, di naturale ha ben poco. Ho quasi l’impressione che sia cambiata la gestione occulta della vita sul pianeta e che il nostro Dio sia, in qualche modo, in pericolo.

Eccesso di fantasie? Può darsi. Dopotutto  viviamo nel tempo in cui ognuno può apparentemente interpretare la vita come gli pare, anche seguendo percorsi in disuso come quello della logica, ammesso che ne abbia la forza e il coraggio.

Questo strano preambolo perché mi ha sorpreso questo nuovo libro di poesia di Giulia Zandonadi,Dialoghi con Buber, LietoColle, 2016.

Giulia Zandonadi è nata a Treviso nel 1988, è quindi un’autrice giovane, molto giovane, figlia di questo tempo che sta cambiando, e scoprirla così attratta dal pensiero di Martin Buber, oggi è davvero sorprendente.
Ma chi è Martin Buber?


Martin Mordechai Buber  è nato a Vienna nel 1878 e morto a Gerusalemme nel 1965. È stato un filosofo, teologo e pedagogista austriaco naturalizzato poi israeliano. È famoso per aver elaborato una prospettiva di pensiero fortemente legata ai temi del dialogo e della relazione, capace di aprire un mondo infinito e affascinante: il mondo della relazione, appunto,  e dell’incontro con il Tu.

Devo confessare che non amo molto le famose “note degli autori” che ormai imperversano, all’inizio o alla fine, di molti libri di poesie, note scritte per cercare di indirizzare il viaggio del lettore direttamente su strade già immaginate e fortemente desiderate da colui che scrive. Resto fedele, invece, al pensiero di Blanchot quando sosteneva che il poeta scrive sì il libro, ma che sono poi i lettori a compierlo. Cercare di indirizzare il lettore verso la “giusta” direzione lo trovo pretenzioso e anche limitativo della libertà e della forza della Poesia. È un po’ come tagliare le ali ad una farfalla e ammirarla nella sua agonia.
Tuttavia,  sono rimasto colpito da alcuni passi della nota della Zandonadi pubblicata all’inizio del libro. L’ho trovata diversa dalle solite che sono abituato a leggere, molto vicina al suo sentire, al suo essere.  Scrive:

“(…)Vorrei riuscire a conoscere di più il lettore, a interagire con lui: la poesia non è un’azione autoreferenziale, ma è un atto rivolto al tu. Non un tu divino, ma il tu del vicino di casa, dei genitori, del migliore amico, del fidanzato: il tu è l’alterità, l’altra sponda del fiume da attraversare per trovare il senso.(…)”

Per poi rafforzare  alla fine questa visione buberiana con un forte e sentito appello:


“(…)Voglio lanciare un appello, voglio sentire le voci degli altri tu, voglio sentire la loro parola. Vorrei poter lavorare con gli altri e rendere in poesia anche le idee e le proposte altrui, dedicare loro un regalo. (…)”

Non c’è niente di esagerato in tutto questo. C’è solo una certa urgenza di fare qualcosa per cercare di frenare questa delirante esigenza di murarsi vivi nella propria innaturale e affollata solitudine.

Quando poi si entra nel libro per incontrare la sua poesia ci si rende davvero conto che Giulia Zandonadi è una persona autentica e che la sua essenza viaggia anche nei suoi versi:

È così difficile il tu. Ti addormenti/ senza conoscerlo, con/ la paura di non raggiungerlo. Mai.// E non c’è presa di corrente/ che faccia serpeggiare l’energia/ orizzontale di un volto.// Serve l’intersezione verticale/ dell’acqua sovraccarica di pianto/ per colmare un’assenza priva di rimorso.

LietoColle