sabato 19 maggio 2018

Nonna, raccontaci...



L’esperienza umana e letteraria di Giovanna Vecchio

di Angela Lo Passo


Cosa può fare una nonna con i suoi nipotini? Come interessarli? come rendere piacevoli le ore trascorse insieme? Non certo accendendo loro la TV o mettendo in mano un telecomando (di qualsiasi natura), è facile, sbrigativo e poco problematico, è vero, ma vuoi mettere sentirne le risate, scrutare la luce negli occhi e l'eccitazione della scoperta? Che altro può e deve fare una nonna che ama la vita e vuole condividere questo amore con chi ne è il naturale prosieguo? Narrare e insegnare con l'ascolto. Questa è l'origine della paideia, della formazione dei fanciulli che vede nella magia della parola la base della formazione dell'individuo come cittadino ma anche e soprattutto come uomo. E allora ecco le storie, anzi LA STORIA che si dipana tra giochi e scherzi, in una giornata o in una serie di giornate qualsiasi, nel tempo fatto di cose da fare e da conoscere. 

Non dobbiamo scomodare i grandi autori o gli studiosi di linguistica per capire o parlare dell'importanza della fiaba, un genere antico nato con l'uomo (immaginiamo il piacere di raccontare tutti intorno ad un fuoco e di sentirsi comunità) che ha come scopo l'intrattenimento ma anche l'insegnamento pedagogico; basta pensare al nostro passato, quello di ognuno di noi: le "parmedie" della nonna sono lì ferme nella memoria, legate all'odore di cose buone e familiari ed al calore dei momenti vissuti insieme. La nonna, per chi ha avuto la fortuna di averne una, è colei che segna l'infanzia con i suoi piccoli e grandi gesti e con le parole semplici di chi ti insegna a guardare il mondo con saggezza e attenzione. Il libro di Giovanna Vecchio è il prodotto di questa esperienza che, più che essere letteraria, è umana...

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